Produzione e Trasformazione Frutti di Bosco

DAL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO

 
 
 
 
 
 

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tecnica

 

 

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA FRAGOLINA, ED ALTRI FRUTTI DI BOSCO OTTENUTI CON IL METODO DELLA LOTTA INTEGRATA

(VERSIONE 1°- 2003)

Il presente codice di autodisciplina, definisce i principi generali e le direttive tecniche mirate alla produzione di frutti di bosco in coltura protetta.

Il presente disciplinare è frutto dell’esperienza del titolare Perito Agrario Antonio VALITUTTO, e del servizio tecnico aziendale, e può essere continuamente aggiornato.

 

ESIGENZE AMBIENTALI

Prima di realizzare l’impianto l’azienda si premura di verificare l’idoneità alla coltivazione della zona interessata. A questo proposito sono riportati in tab.1 i valori climatici ottimali per la coltivazione di frutti di bosco.

 

Tab.1 - Parametri pedoclimatici ideali

 

Conducibilità elettrica massimo 0.8 mS/cm a 25°C

acqua irrigua

Parametri climatici

Temperatura media annua maggiore di 10°C

Temperatura minima maggiore di 0° C

Temperatura massima minore di 30° C

Umidità Da evitare le zone poco ventilate e ad alta umidità

 

 

SCELTE VARIETALI E MATERIALE VIVAISTICO

La scelta varietale deve essere finalizzata innanzi tutto alla destinazione del prodotto. Devono essere considerati:

resistenze a malattie fungine

produttività;

precocità;

peso, forma e colore del frutto;

consistenza del frutto;

caratteristiche organolettiche.

 

Scelta del materiale vivaistico

L’azienda ha un vivaio interno. I semi (assolutamente non OGM), vengono posti a germinare in contenitori alveolati di polistirolo contenenti torba. L’irrigazione viene effettuata per apersione con impianti automatici.

Le piantine ottenute devono essere sane esenti da qualsiasi patologia. Si potranno trapiantare nei mesi di Marzo - Aprile e Agosto - Settembre.

 

IMPIANTO

Il trapianto delle piante sarà da effettuarsi sotto serre e/o tunnel di ferro plastica, con un’altezza minima al colmo di 2.20 m ed una larghezza minima di 5 m . Le strutture devono essere dotate di aperture poste lateralmente e/o al colmo, in modo da favorire l’arieggiamento delle piante e il mantenimento della temperatura, nel periodo estivo, a livelli accettabili per la coltura.

PRATICHE COLTURALI

Interventi di potatura

Si effettua nel periodo invernale con l’asportazione di tutte le foglie rimanendo solo le gemme, ed in estate dopo la prima fase di produzione togliendo le parti secche.

Tutti gli interventi sopra descritti dovranno essere eseguiti con attrezzi ben affilati, evitando la lacerazione dei tessuti e impedendo cosi l’accesso di agenti parassitari.

 

Impollinazione

Per favorire l’impollinazione, vengono utilizzati insetti pronubi, quali le api e/o i bombi.

 

Concimazione

La conducibilità della soluzione nutritiva fornita varierà da 0.8 mS/cm a 1.6 mS/cm. Durante la coltivazione, per 2-3 volte, devono essere prelevati dei campioni di terra per analizzarne il contenuto in nutrienti e la conducibilità e così decidere la quantità e la qualità dei concime da apportare in fertirrigazione.

Per evitare un eccessivo rigoglio vegetativo della pianta e quindi rendere la stessa più “appetibile” per parassiti animali e non, l’azoto ammoniacale/ureico dovrà essere massimo del 8% dell’azoto totale. Nella fase iniziale dello sviluppo della pianta si dovrà distribuire soprattutto calcio e magnesio.

 

Irrigazione

Il metodo irriguo unico da adottare è quello a goccia.

Le maggiori richieste di acqua coincidono con il periodo che va dall’allegagione all’ingrossamento dei frutti.

Le quantità di acqua da apportare saranno valutate anche tramite luxmetri, oltre che dall’esperienza acquisita.

 

Controllo infestanti

Non vi è necessità di effettuare interventi con prodotti diserbanti. E’ invece obbligatoria la lotta alle malerbe intorno alle serre per evitare che queste possano costituire riparo per insetti fitofagi.

 

Difesa fitosanitaria

La corretta applicazione delle pratiche colturali sopra riportate permette alla pianta di affrontare nelle migliori condizioni fisiologiche le avversità. E’ risaputo infatti che una corretta concimazione, un’adeguata irrigazione e l’adozione di cure colturali preventive (pulizia delle scoline, asportazione materiale infetto) riducono la suscettibilità della coltura agli attacchi parassitari.

I fitofarmaci dovranno essere impiegati solo dopo aver accertato il superamento della soglia economica di rischio per quanto riguarda parassiti animali. Per le crittogame, i riferimenti sono le condizioni fenologiche e climatiche, favorevoli allo sviluppo del patogeno. I prodotti preferibilmente utilizzati sono quelli a basso o minimo impatto ambientale, di facile degradabilità e spesso ammessi anche dai disciplinari di coltivazione biologica (azadiractina, rame, zolfo e insetti utili entomofagi, Orius L. - Phytoseiulus P. - Macrolophus C.), comunque l’azienda VALITUTTO segue i disciplinari di lotta integrata della Regione Campania come da Reg. CEE 2078/92, a cui si rimanda per ogni altro chiarimento.

I residui massimi ammessi nel frutto sono quelli stabiliti per legge, salvo accordi particolari con il cliente (residui massimi ammessi al 30%, 50% oppure esenti da qualsiasi residuo).

 

RACCOLTA

Il prodotto viene raccolto con cura. Tutti i frutti di bosco vengono raccolti sprovvisti di calice.

Non vengono effettuati trattamenti in post-raccolta.